Berlino IHIF2018: lo stallo politico Italiano non frena l’interesse degli operatori turistici internazionali verso il Belpaese

by Emilio Valdameri

Solo conferme dalla Kermesse Berlinese: turisti in costante crescita su tutto il Pianeta, significativo aumento dei tassi di occupazione dei principali alberghi, Europa primo continente per incremento delle presenze, area Mediterranea in grande spolvero con aumenti del RevPAR (che è la combinazione fra prezzo medio delle camere e tasso di occupazione; sostanzialmente l’indice di “profittabilità” degli alberghi) del 50% circa negli ultimi 4 anni, più nelle destinazioni leisure che nelle principali città. Gli attacchi terroristici e la Brexit non hanno sortito effetti significativi: l’unica destinazione che ne ha seriamente risentito è stata Parigi, mentre Barcellona, Londra, Berlino e Manchester non hanno registrato riduzioni del RevPAR.

In particolare il 2017 è stato un anno record per le catene alberghiere internazionali dove il tasso di occupazione delle camere è migliorato del 10% rispetto al precedente picco del 2008, ciò nonostante l’incremento di oltre 2 milioni della disponibilità di camere. Per il futuro lo scenario rimane positivo: nel 2018 l’aumento degli arrivi internazionali è stimato tra il 5,3% ed il 5,8%, il numero delle camere salirà ancora sensibilmente in quanto ce ne sono già almeno 2,3 milioni in pipeline (per la metà in capo alle prime 4 mega Compagnie Alberghiere), i turisti cinesi sono attesi in forte aumento (il Governo si appresta a rilasciare 200 milioni di nuovi visti per l’espatrio a fini turistici), in Europa si prevede un ulteriore aumento del RevPAR del 5,0% con investimenti in costante crescita (l’”Hotels investor sentiment survey di CBRE” riporta che il 37% degli investitori intende destinare le proprie risorse finanziarie nel settore hospitality contro il 24% del 2017).

I trends più significativi emersi a Berlino sono la moltiplicazione dei Brands alberghieri, che secondo Sebastien Bazin, CEO di Accor che ora ne conta ben 24 (primo Marriott/Starwood con 30, poi Hilton 14 e IHG 13) sono il “faro in un Oceano tempestoso” ed aiutano il cliente nella scelta del prodotto per lui più adatto, e la crescita dei “serviced apartments” ormai stabilmente entrati ad integrare la già vasta offerta delle citate compagnie, dopo essere stati per anni il loro principale concorrente.

Il panel dedicato all’Italia, ben inserito nel programma e ben orchestrato da Giorgio Palmucci - Presidente di AICA Confindustria Alberghi, ha avuto un discreto successo di pubblico, ma forse in parte disatteso le aspettative derivanti dal titolo: “Italy: New Investment Opportunities Opening”; i pragmatici partecipanti all’evento Berlinese, costantemente orientati al business quotidiano, si aspettavano una presentazione di opportunità immediate, mentre il panel aveva come obbiettivo la presentazione di una nuova Vision di medio-lungo periodo del Turismo Italiano che sembra stia prendendo piede nelle Istituzioni nostrane: Alessandra Priante – Head of International Relations for Tourism del MIBACT, ha presentato con competenza e passione il ruolo del Ministero in questo processo nonostante i limiti imposti della delega alle Regioni delle competenze in materia Turistica; Marco Sangiorgio - General Manager, CDP Investimenti SGR –ha illustrato il ruolo strategico di CDP nello sviluppo del turismo in Italia supportando gli investimenti in immobili destinati ad alberghi con brand di compagnie prevalentemente italiane e la possibilità di cedere aree o immobili in concessone temporanea, onde evitare costosi investimenti e favorire lo sviluppo di nuova imprenditoria; Claudio Pasqualucci – FDI Support Office, Italian Trade Agency – ha ribadito l’attività di sostegno logistico e facilitatore all’estero dell’ICE per le imprese Italiane. Di concrete “Nuove Opportunità di Investimento” però non ne ha parlato nessuno; non sono stati presentati progetti che sarebbero potuti interessare agli investitori istituzionali, non sono state messe in risalto le aree a maggior attrattività del Paese o quelle che avrebbero del potenziale ma non lo riescono ad esprimere. “Portare qui a Berlino gli stakeholder del turismo Italiano, afferma Marco Malacrida di Italia Hospitality (società di scopo appositamente creata per questo progetto), è stato solo il primo passo di un processo di aggregazione dei principali players istituzionali riuniti nella determinazione di intenti ed obbiettivi comuni, finalizzato alla promozione di destinazione Italiane non banali ancorché secondarie; da questo punto di vista il panel ha superato le attese e posto le basi per una strategia comune di promozione investimenti che non dipenda strettamente dalla politica ma solo dal mercato e dalle sue esigenze”. “Rassicurare gli investitori stranieri che c’è un sano rapporto pubblico-privato nell’ambito del turismo in Italia” conferma Alessandra Priante “dove il MiBACT agisce come coordinatore di forze diverse ed è garante di continuità, è fondamentale e ciò mi è stato dimostrato dalle tante email ricevute dai presenti che si sono detti rassicurati e felici che l’Italia del turismo sia cosi compatta e determinata”. Raggiungere questo obbiettivo però non sarà certo facile né immediato perché la competitività dell’Italia sui mercati internazionali continua comunque a scontare l’assenza di una governance efficiente ed efficace; croniche l’assenza di dati statistici ufficiali in tempo reale, la trasparenza dei mercati, l’iper frammentazione dell’offerta e le disparità normative tra Regione e Regione che creano ovvie barriere all’entrata dei capitali e che negli anni ci hanno sempre più allontanato dai risultati che avremmo potuto raggiungere, al contrario della Spagna, che ha fatto del turismo la sua prima industria e su cui ora poggia gran parte della propria rinascita economica. Sull’onda di questo successo sono proprio gli spagnoli ad essere tra i più creativi ed efficaci nel lancio di format innovativi nell’ospitalità e nello sviluppo delle loro catene alberghiere sia nel business che nel leisure, tutte presenti in forza a Berlino; spagnolo ad esempio è il team (ex NH Hotels) passato alla guida di Radisson Group (già Carlson Rezidor) per farne uno dei principali operatori mondiali. Di catene Italiane e di albergatori, a parte l’associazione AICA, invece, neanche l’ombra!

  • Source: www.ilqi.it